KARL MARX, Il lavoro e l’alienazione
Alienazione era un termine messo in circolo dalla filosofia di Hegel, che letteralmente vuol dire il ‘diventare altro’ e quindi anche il cedere ad altri ciò che é proprio. Nella produzione capitalistica essa assume, stando a Marx, vari aspetti, connessi tra loro. In primis, essa riguarda il rapporto dell’operaio con il prodotto del suo lavoro: tale prodotto é per lui un ente estraneo, che non gli appartiene, ma é esclusivo possesso del capitalista, per il quale egli lavora. In secondo luogo, nell’attività produttiva l’operaio si estrania da sè, ovvero non considera il proprio lavoro come parte della sua vita reale. Questa si svolge altrove, a casa, fuori e indipendentemente dal lavoro, che si trova sotto il comando di un potere estraneo. Infine, nella produzione capitalistica l’operaio perde la sua essenza generica), ovvero ciò che propriamente contrassegna l’essenza dell’uomo. Con questo termine, impiegato anche da Feuerbach, Marx intende l’essere che si realizza storicamente nella sua appartenenza al genere di cui fa parte, ossia il genere umano: contrassegno decisivo di esso é il lavoro , che distingue l’uomo dall’animale e stabilisce un rapporto costitutivo con la natura; attraverso il lavoro in cui, sotto la spinta dei bisogni, oggettiva le sue capacità, l’uomo si appropria della natura stessa. Nella moderna produzione capitalistica, al contrario, il lavoro diventa solo un mezzo di sopravvivenza individuale, non l’espressione positiva della natura umana; il lavoro viene dunque visto da Marx come un qualcosa di altamente positivo, connesso alla natura stessa dell’uomo; esso diventa però negativo quando diventa lavoro alienato, sfruttamento. Ma in tal modo l’uomo si trova anche estraniato dall’altro uomo, perchè attraverso l’attività lavorativa l’uomo é legato da un rapporto sostanziale con gli altri uomini, costituisce con essi una comunità . Con l’alienazione l’uomo é pertanto privato anche della sua essenza sociale .
Brano tratto da http://www.filosofico.net/marx3.htm
Siamo d’accordo con Marx? Il lavoro, anche al giorno d’oggi, è alienazione, è per l’uomo divenire altro da sé o è la sua piena realizzazione, espressione della sua umanità? Il lavoro nobilita l’uomo?

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