L’arte e il lavoro
Vi propongo tre diverse opere d’arte inerenti il tema lavoro inteso come strumento di conquista della dignità dell’uomo.
“GLI SPACCAPIETRE” di Gustave Courbet

I due lavoratori ritratti non sono in posa, hanno vesti consumate e scarpe vecchie, non hanno nulla di “spirituale”; una luce violenta e realistica contorna le due figure, che stanno lavorando duramente con fatica, e contrasta con il paesaggio oscuro alle loro spalle. Gli spaccapietre di Courbet sono immortalati in una scena reale della loro quotidianità, trasudano stanchezza e affaticamento, costanti presenti in ogni attimo del loro pesante, amaro ma necessario lavoro.
“LE SPIGOLATRICI” di J.F. Millet

Le tre donne, rappresentate chine sulla terra mentre si dedicano alla raccolta delle poche spighe rimaste sul terreno dopo la mietitura, simboleggiano la classe povera della società ed emergono come figure eroiche, monumentali, che compiono quotidianamente antichi rituali ed in loro si rivela tutta la dignità del ceto a cui appartengono. I colori dai toni dorati, simili al colore della terra e del grano, fanno pensare all’afa e al calore estivo sotto il quale le spigolatrici erano costrette a lavorare.
“IL VAGONE DI TERZA CLASSE” di Honorè Daumier
L’opera rappresenta, infatti, vecchi e bambini ammassati in un vagone di terza classe, coi volti volutamente deformati, rozzi e grotteschi. I volti sembrano quasi delle maschere, ma non hanno alcun intento derisorio, anzi, vi trapela un’amara verità, un profondo senso di compassione per la miseria e per le sofferenze di questi poveri cittadini.

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