Lavorare sì, ma con che contratto?

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Qui di seguito riportiamo alcune informazioni utili per la comprensione delle tipologie dei contratti di lavoro. Negli ultimi anni il dibattito sulla legislazione legata alla formalizzazione dei rapporti di lavoro si è acceso e spesso si è complicato a tal punto da non riuscire a comprendere i termini che vengono utilizzati e nemmeno le sigle legate alle diverse tipologie di contratto.

Co. co. Pro., Co.co.co., Prestazione Occasionale, etc etc, non sono né i versi di diverse specie di galline né il prezzario di una antica casa di tolleranza ma le sigle dei contratti attraverso i quali potreste entrare in contatto con il mondo del lavoro. Per districarsi in questo labirinto può essere utile dunque sapere che:

Il contratto a tempo indeterminato è il più agognato da tutti, specialmente giovani. Non sono specificate scadenze temporali, regola il rapporto fra un dipendente e un’azienda o ente pubblico. Sono garantite le ferie retribuite, le assenze per malattia, il versamento della tredicesima e del TFR e, soprattutto, vengono versati i contributi al sistema pensionistico nazionale in modo da garantire uno stipendio anche una volta terminato il periodo di attività lavorativa.

Il contratto a tempo determinato è del tutto simile al precedente ma viene specificato un termine temporale che regola la fine rapporto. Il rapporto inoltre non può durare più di tre anni ed è rinnovabile non più di due volte. Fra un contratto a termine e l’altro deve passare un minimo di 20 giorni;

~ di omega50 su Novembre 13, 2007.

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