Un aiuto per tutti: “Guida all’alternanza scuola-lavoro”

•Novembre 10, 2007 • Lascia un Commento

alternanza_cover.gif Guida Apri qui

Per aiutare i ragazzi, le loro famiglie, gli operatori di orientamento e gli insegnanti a orientarsi e cogliere a pieno le opportunità offerte dall’alternanza, Unioncamere ha pubblicato una guida che, attraverso un linguaggio semplice e una grafica accattivante illustra le i vantaggi offerti da questa nuova modalità formativa. Il documento contiene:

• una chiara ed efficace spiegazione su tirocinio formativo, tirocinio formativo estivo, impresa formativa simulata;
• gli strumenti attivati, che vanno dai periodi d’aula ai tirocini formativi, dalle attività di laboratorio alle visite aziendali;
• un manuale operativo del tirocinio formativo;
• consigli e informazioni per scegliere e utilizzare al meglio l’esperienza maturata;
• un utile glossario;
• normativa, documenti, modulistica e indicazioni sugli sportelli Polaris e i servizi

La guida è per i Colleghi e gli alunni che volessero approfondire………….

Forza ragazzi, facciamo sul serio……….Ponetevi la domanda: “Cosa farò da grande?” Parlatene con i vostri compagni!
La prof. è a vostra disposizione……ha realizzato per voi un documento powerpoint che illustrerà l’argomento!

Che cos’è l’alternanza scuola-lavoro?

•Novembre 10, 2007 • Lascia un Commento

Alternanza scuola-lavoro: cosa dice la Riforma

Mondo della formazione e del lavoro si incontrano: ecco una breve spiegazione dei nuovi scenari

di Gianluca Torrini

21 Gennaio 2005

archivio DIA

Pensare alla scuola e al lavoro come due universi distinti, ognuno con le sue regole e le sue dinamiche, può compromettere la crescita individuale e sociale di ogni alunno.

Sapere e saper fare sono due facce della stessa medaglia, due aspetti da curare e aiutare a crescere. L’attuale Riforma scolastica, che ha diviso il secondo ciclo della scuola secondaria in due sistemi paralleli, quello dei licei e quello dell’istruzione e della formazione professionale, offre la possibilità di alternare scuola ed esperienze formative in veri e propri ambienti di lavoro.

L’alternanza scuola-lavoro, seguendo il testo della Riforma, permette agli studenti di “svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti pubblici e privati ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.” (Art. 4, 1)

 

Viene garantita quindi “la possibilità di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”.

 

Lo studente viene messo in grado di potere realmente sviluppare le capacita relazionali e le competenze pratiche per immettersi con un valore aggiunto nel mercato del lavoro: alla conoscenza si affianca ora anche la capacità di fare. E’ inoltre importante sottolineare come nel processo formativo venga data dignità primaria anche all’universo del lavoro, invitandolo a partecipare attivamente, e non solo come “ospite”, al processo di maturazione e crescita di ogni alunno. Non più un ambiente caratterizzato dalla netta divisione del mondo della formazione con quello della produzione, ma una nuova collaborazione tra istituzioni che mirano allo stesso obiettivo: avere giovani preparati e attrezzati ad affrontare una società nella quale la conoscenza è il capitale più redditizio.

archivio DIA

L’alternanza scuola-lavoro non è quindi un classico apprendistato, ma un modo per inserire l’esperienza lavorativa in un percorso formativo progettato e deciso insieme da studenti, tutor, famiglie, imprese. Non una semplice esperienza nel mondo del lavoro, ma una pratica dal fondamentale valore pedagogico, programmata da tutti quelli che sono i reali protagonisti della formazione di ogni allievo.

 

A conferma di questo, l’esperienza lavorativa sarà infatti valutata dall’istituzione scolastica in collaborazione con le imprese, gli Enti pubblici, le Organizzazioni, per assicurare, come recita la Riforma nello stesso articolo prima citato, “conoscenza di base, [e] l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro”, ma sempre e comunque ribadendo l’aspetto pedagogico dell’esperienza, “sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa” (art. 4, comma b)

L’idea di questo blog non solo è molto pertinente con la necessità per i ragazzi di oggi di conoscere più da vicino il mondo del lavoro e della realtà imprenditoriale, ma trovo anche che sia un modo per permettere a tutti di venire a conoscenza di progetti ed altre attività che possono rendere la scuola più viva coinvolgendo maggiormente gli alunni! Che dire quindi se non che, finalmente, la scuola sta diventando non solo “formazione” ma anche e soprattutto “informazione”……..un informazione sul futuro che molto spesso trova questi giovani, all’uscita dai banchi di scuola, impreparati o inibiti!

Avevate mai sentito parlare dell’alternanza? Iniziatene a parlare con i vostri compagni e Docenti…….

E soprattutto, analizzate il testo della riforma, poi ne discuteremo in gruppo a scuola!

Ps: vi assicuro è un’esperienza da prendere al volo!

KARL MARX, Il lavoro e l’alienazione

•Novembre 9, 2007 • Lascia un Commento

Alienazione era un termine messo in circolo dalla filosofia di Hegel, che letteralmente vuol dire il ‘diventare altro’ e quindi anche il cedere ad altri ciò che é proprio. Nella produzione capitalistica essa assume, stando a Marx, vari aspetti, connessi tra loro. In primis, essa riguarda il rapporto dell’operaio con il prodotto del suo lavoro: tale prodotto é per lui un ente estraneo, che non gli appartiene, ma é esclusivo possesso del capitalista, per il quale egli lavora. In secondo luogo, nell’attività produttiva l’operaio si estrania da sè, ovvero non considera il proprio lavoro come parte della sua vita reale. Questa si svolge altrove, a casa, fuori e indipendentemente dal lavoro, che si trova sotto il comando di un potere estraneo. Infine, nella produzione capitalistica l’operaio perde la sua essenza generica), ovvero ciò che propriamente contrassegna l’essenza dell’uomo. Con questo termine, impiegato anche da Feuerbach, Marx intende l’essere che si realizza storicamente nella sua appartenenza al genere di cui fa parte, ossia il genere umano: contrassegno decisivo di esso é il lavoro , che distingue l’uomo dall’animale e stabilisce un rapporto costitutivo con la natura; attraverso il lavoro in cui, sotto la spinta dei bisogni, oggettiva le sue capacità, l’uomo si appropria della natura stessa. Nella moderna produzione capitalistica, al contrario, il lavoro diventa solo un mezzo di sopravvivenza individuale, non l’espressione positiva della natura umana; il lavoro viene dunque visto da Marx come un qualcosa di altamente positivo, connesso alla natura stessa dell’uomo; esso diventa però negativo quando diventa lavoro alienato, sfruttamento. Ma in tal modo l’uomo si trova anche estraniato dall’altro uomo, perchè attraverso l’attività lavorativa l’uomo é legato da un rapporto sostanziale con gli altri uomini, costituisce con essi una comunità . Con l’alienazione l’uomo é pertanto privato anche della sua essenza sociale .

Brano tratto da http://www.filosofico.net/marx3.htm

Siamo d’accordo con Marx? Il lavoro, anche al giorno d’oggi, è alienazione, è per l’uomo divenire altro da sé o è la sua piena realizzazione, espressione della sua umanità? Il lavoro nobilita l’uomo?