•novembre 12, 2007 •
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E’ la carta d’identità professionale con cui ci si propone al mercato del lavoro. Contiene in forma schematica tutte le informazioni anagrafiche e le esperienze professionali di un individuo e risulta essere uno strumento determinante nella ricerca di un lavoro. Il segreto di una buona compilazione sta nel rispettare dei criteri fondamentali come l’accuratezza, la correttezza, la sinteticità, la completezza e la cura della forma e della grafica; e’ importante scriverlo focalizzando gli aspetti fondamentali perché dalla sua rapida lettura (il tempo medio dedicato è di circa 2 minuti) dipenderà un eventuale successivo colloquio di approfondimento.
Ecco alcuni indirizzi per imparare a costruire il curriculum, per capire come scriverlo, cosa inserire, cosa invece omettere etc.:
http://www.ilcurriculum.net/http://www.corriere.it/speciali/curriculum/comesiscrive.shtml
http://www.intrage.it/rubriche/lavoro/cercalavoro/curriculum/index.shtml
http://genio.alice.it/genio/extra/wizard/003.html
http://www.percheinternet.it/lavoro/cv-come.html
http://www.ottimizzare.com/curriculum_vitae/
Pubblicato in Alternanza scuola-lavoro
•novembre 11, 2007 •
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“
Le pratiche discorsive non sono semplici modi di produzione del discorso. Sono inscritte nei processi tecnici, nelle istituzioni, nei modelli del comportamento, nelle forme di trasmissione e diffusione, come pure nelle forme pedagogiche.”
(Michel Foucault, Les intellectuels et le pouvoir, 1972)
Quanto conta per voi l’affermazione lavorativa? Ponete delle riflessioni………
“In particolare le donne e gli uomini attribuiscono un significato ed un valore profondamente diverso al lavoro: per l’uomo il lavoro è centrale nella scala delle priorità, per la donna, benché il lavoro sia importante, nella scala delle priorità è centrale la vita privata; per l’uomo l’affermazione nel mondo del lavoro è una forma di gratificazione sociale, mentre per la donna l’affermazione e la carriera costituiscono una gratificazione personale; l’uomo è più orientato verso percorsi di carriera che lo portino a raggiungere ruoli di prestigio e potere, la donna è più orientata verso ruoli in cui poter svolgere il proprio lavoro secondo standard di qualità ed efficienza; per gli uomini il tempo dedicato alla carriera non è mai tempo perso, per le donne il tempo dedicato ad una carriera che non dà soddisfazione è sentito come tempo perso”.
Tratto da “Soggettività, linguaggio, comunicazione” di Marina Biasi
Vi allego un documento…..analizzatelo e coglietene i punti fondamentali per discuterne in classe.
Apri qui
Pubblicato in Psicologia
•novembre 11, 2007 •
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Cosa vi piace fare? In quale materia riuscite meglio? Avete un interesse spiccato per le nuove tecnologie?
L’intento del questionario è quello di portarvi ad indagare sulle possibilità di sviluppo delle vostre risorse personali, cioè sugli interessi, sulle attitudini, sulle aspettative e sui risultati scolastici, in funzione del vostro avvenire . La struttura e i contenuti del questionario rappresentano un primo tentativo di introdurti ad una strategia di base per “scegliere”. E’ naturale che dovete essere sinceri quando rispondete. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, non si daranno punteggi, né ci saranno valutazioni finali delle risposte. Il questionario è soltanto uno stimolo alla riflessione e potrà esservi di aiuto in vista delle vostre scelte scolastice-professionali. Il questionario si compone di 5 sezioni :
A : I miei interessi personali.
B : Le mie attitudini scolastiche.
C : Intervista agli insegnanti.
D : I miei interessi extrascolastici.
E : Le mie aspettative professionali.
Per approfondire Apri il questionario
Pubblicato in Psicologia
•novembre 10, 2007 •
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Guida Apri qui
Per aiutare i ragazzi, le loro famiglie, gli operatori di orientamento e gli insegnanti a orientarsi e cogliere a pieno le opportunità offerte dall’alternanza, Unioncamere ha pubblicato una guida che, attraverso un linguaggio semplice e una grafica accattivante illustra le i vantaggi offerti da questa nuova modalità formativa. Il documento contiene:
• una chiara ed efficace spiegazione su tirocinio formativo, tirocinio formativo estivo, impresa formativa simulata;
• gli strumenti attivati, che vanno dai periodi d’aula ai tirocini formativi, dalle attività di laboratorio alle visite aziendali;
• un manuale operativo del tirocinio formativo;
• consigli e informazioni per scegliere e utilizzare al meglio l’esperienza maturata;
• un utile glossario;
• normativa, documenti, modulistica e indicazioni sugli sportelli Polaris e i servizi
La guida è per i Colleghi e gli alunni che volessero approfondire………….
Forza ragazzi, facciamo sul serio……….Ponetevi la domanda: “Cosa farò da grande?” Parlatene con i vostri compagni!
La prof. è a vostra disposizione……ha realizzato per voi un documento powerpoint che illustrerà l’argomento!
Pubblicato in Alternanza scuola-lavoro
•novembre 10, 2007 •
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Alternanza scuola-lavoro: cosa dice la Riforma
Mondo della formazione e del lavoro si incontrano: ecco una breve spiegazione dei nuovi scenari
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di Gianluca Torrini
21 Gennaio 2005
Pensare alla scuola e al lavoro come due universi distinti, ognuno con le sue regole e le sue dinamiche, può compromettere la crescita individuale e sociale di ogni alunno.
Sapere e saper fare sono due facce della stessa medaglia, due aspetti da curare e aiutare a crescere. L’attuale Riforma scolastica, che ha diviso il secondo ciclo della scuola secondaria in due sistemi paralleli, quello dei licei e quello dell’istruzione e della formazione professionale, offre la possibilità di alternare scuola ed esperienze formative in veri e propri ambienti di lavoro.
L’alternanza scuola-lavoro, seguendo il testo della Riforma, permette agli studenti di “svolgere l’intera formazione dai 15 ai 18 anni, attraverso l’alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa, sulla base di convenzioni con imprese o con le rispettive associazioni di rappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, o con enti pubblici e privati ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di tirocinio che non costituiscono rapporto individuale di lavoro.” (Art. 4, 1)
Viene garantita quindi “la possibilità di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall’istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”.
Lo studente viene messo in grado di potere realmente sviluppare le capacita relazionali e le competenze pratiche per immettersi con un valore aggiunto nel mercato del lavoro: alla conoscenza si affianca ora anche la capacità di fare. E’ inoltre importante sottolineare come nel processo formativo venga data dignità primaria anche all’universo del lavoro, invitandolo a partecipare attivamente, e non solo come “ospite”, al processo di maturazione e crescita di ogni alunno. Non più un ambiente caratterizzato dalla netta divisione del mondo della formazione con quello della produzione, ma una nuova collaborazione tra istituzioni che mirano allo stesso obiettivo: avere giovani preparati e attrezzati ad affrontare una società nella quale la conoscenza è il capitale più redditizio.

L’alternanza scuola-lavoro non è quindi un classico apprendistato, ma un modo per inserire l’esperienza lavorativa in un percorso formativo progettato e deciso insieme da studenti, tutor, famiglie, imprese. Non una semplice esperienza nel mondo del lavoro, ma una pratica dal fondamentale valore pedagogico, programmata da tutti quelli che sono i reali protagonisti della formazione di ogni allievo.
A conferma di questo, l’esperienza lavorativa sarà infatti valutata dall’istituzione scolastica in collaborazione con le imprese, gli Enti pubblici, le Organizzazioni, per assicurare, come recita la Riforma nello stesso articolo prima citato, “conoscenza di base, [e] l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro”, ma sempre e comunque ribadendo l’aspetto pedagogico dell’esperienza, “sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica o formativa” (art. 4, comma b)
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L’idea di questo blog non solo è molto pertinente con la necessità per i ragazzi di oggi di conoscere più da vicino il mondo del lavoro e della realtà imprenditoriale, ma trovo anche che sia un modo per permettere a tutti di venire a conoscenza di progetti ed altre attività che possono rendere la scuola più viva coinvolgendo maggiormente gli alunni! Che dire quindi se non che, finalmente, la scuola sta diventando non solo “formazione” ma anche e soprattutto “informazione”……..un informazione sul futuro che molto spesso trova questi giovani, all’uscita dai banchi di scuola, impreparati o inibiti!
Avevate mai sentito parlare dell’alternanza? Iniziatene a parlare con i vostri compagni e Docenti…….
E soprattutto, analizzate il testo della riforma, poi ne discuteremo in gruppo a scuola!
Ps: vi assicuro è un’esperienza da prendere al volo!
Pubblicato in Alternanza scuola-lavoro
•novembre 9, 2007 •
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Alienazione era un termine messo in circolo dalla filosofia di Hegel, che letteralmente vuol dire il ‘diventare altro’ e quindi anche il cedere ad altri ciò che é proprio. Nella produzione capitalistica essa assume, stando a Marx, vari aspetti, connessi tra loro. In primis, essa riguarda il rapporto dell’operaio con il prodotto del suo lavoro: tale prodotto é per lui un ente estraneo, che non gli appartiene, ma é esclusivo possesso del capitalista, per il quale egli lavora. In secondo luogo, nell’attività produttiva l’operaio si estrania da sè, ovvero non considera il proprio lavoro come parte della sua vita reale. Questa si svolge altrove, a casa, fuori e indipendentemente dal lavoro, che si trova sotto il comando di un potere estraneo. Infine, nella produzione capitalistica l’operaio perde la sua essenza generica), ovvero ciò che propriamente contrassegna l’essenza dell’uomo. Con questo termine, impiegato anche da Feuerbach, Marx intende l’essere che si realizza storicamente nella sua appartenenza al genere di cui fa parte, ossia il genere umano: contrassegno decisivo di esso é il lavoro , che distingue l’uomo dall’animale e stabilisce un rapporto costitutivo con la natura; attraverso il lavoro in cui, sotto la spinta dei bisogni, oggettiva le sue capacità, l’uomo si appropria della natura stessa. Nella moderna produzione capitalistica, al contrario, il lavoro diventa solo un mezzo di sopravvivenza individuale, non l’espressione positiva della natura umana; il lavoro viene dunque visto da Marx come un qualcosa di altamente positivo, connesso alla natura stessa dell’uomo; esso diventa però negativo quando diventa lavoro alienato, sfruttamento. Ma in tal modo l’uomo si trova anche estraniato dall’altro uomo, perchè attraverso l’attività lavorativa l’uomo é legato da un rapporto sostanziale con gli altri uomini, costituisce con essi una comunità . Con l’alienazione l’uomo é pertanto privato anche della sua essenza sociale .
Brano tratto da http://www.filosofico.net/marx3.htm
Siamo d’accordo con Marx? Il lavoro, anche al giorno d’oggi, è alienazione, è per l’uomo divenire altro da sé o è la sua piena realizzazione, espressione della sua umanità? Il lavoro nobilita l’uomo?
Pubblicato in filosofia
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